Educare con l'Aikido

L’Aikido stimola l’intelligenza del corpo, una forma mentis ampiamente rivalutata dalle più recenti linee pedagogiche quale significativa potenzialità mentale del bambino per apprendere e adattarsi creativamente ai diversi contesti ambientali con cui interagisce e con cui dovrà interagire da adulto. Si tratta di un’area cognitiva poco coltivata: solitamente nella cultura educativa occidentale durante la tradizionale lezione scolastica, sono privilegiate l’intelligenza linguistica e quella logico-matematica, a scapito delle altre risorse cognitive. Durante le diverse espressioni dell’Aikido il corpo diventa uno strumento attraverso il quale conoscere, percepire il mondo che ci circonda ed agire su di esso. Inoltre, la concentrazione sul proprio corpo e la predisposizione all’interazione fisica con l’avversario, suggeriscono come questa disciplina possa attivare meccanismi di controllo cerebrale importanti per lo sviluppo di efficaci capacità di relazione interindividuale.
In secondo luogo, nella pratica dell’Aikido è pregnante un senso della disciplina che, soprattutto in età infantile, non può essere separato dal gioco. L’elemento normativo e quello ludico entrano in interazione dialettica, assumendo un carattere pedagogico significativo poiché l’apprendimento delle convenzioni sociali passa proprio attraverso l’apprendimento delle regole, vissute come piacere di funzionare bene rispetto agli altri. Nei contesti di apprendimento della disciplina aikidoistica deve dunque crearsi un particolare clima giocoso capace di facilitare, contemporaneamente, lo sviluppo dì un naturale senso delle regole e della morale, che per molti aspetti trova un conforto teorico nelle osservazioni quasi-sperimentali di Piaget sullo sviluppo per gradi del giudizio morale nel fanciullo. L’esprimersi aikidoistico dovrebbe pertanto avvenire attraverso una costante immersione nella dimensione ludica, comportando così un piacere nell’apprendere.
Di fondamentale interesse appare lo speciale rapporto tra allievo e insegnante che tende a crearsi nei contesti educativi in generale e in quelli relativi alle arti marziali in particolare: il clima di rispetto e di autorevolezza, dovrebbe facilitare le spinte all’auto ed etero-disciplina, allo sviluppo di certe facoltà cognitive, emotive e relazionali. Da non trascurare inoltre è la motivazione socio-relazionale sollecitata dalla pratica dell’aikido, i cui contesti ideali inducono a praticare «insieme» e a coordinarsi (corpo a corpo, ma anche mente a mente) con lo spazio, con i tempi con i corpi (e le menti) degli altri, in virtù di un costante scambio Io-Tu e di un continuo allenamento della cosiddetta «intelligenza interpersonale». La condivisione degli spazi-tempi altrui dovrebbe rafforzare il senso di responsabilità individuale verso la realtà dell’altro e del gruppo, nonché un rispetto generale perla propria dimensione personale e per quella degli altri.
Date le premesse sopracitate, è facilmente comprensibile come l’acquisizione di abilità relazionali, emotive e comunicative di tipo prosociale possano contribuire ad un sano e corretto sviluppo del bambino.
L’obiettivo generale del progetto è quello di promuovere lo sviluppo del bambino da un punto di vista psico-fisico e sociale attraverso attività di tipo psicomotorio.
Scuole dell’Infanzia interessate al progetto:
-          Scuola dell’Infanzia Parrocchiale di San Nicolò a Trebbia (PC)
-          Scuola dell’Infanzia Comunale di Sarmato (PC)

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